Dall’1 al 3 maggio 2026, nel borgo medievale della Val di Cornia, tra le colline dell’alta Maremma e la Costa degli Etruschi, torna la terza edizione del festival che esalta vini e sapori del territorio, tra cui il carciofo violetto e il cinghiale.
SUBER Festival: 3 giorni di festa diffusa tra cantine, produttori e artigiani locali
Suber è la radice etimologica di Suvereto, riferita ai boschi di sughere e agli oliveti che circondano questo piccolo e affascinante sito toscano, dove il tempo scorre più lento, dove è possibile apprezzare l’alta qualità della vita e dove è forte e autentico il legame di comunità.
Dall’1 al 3 maggio 2026, questo borgo medievale della Val di Cornia, tra le colline dell’alta Maremma e la Costa degli Etruschi, poco distante dalle terme Sassetta e da quelle di Venturina, ospiterà la terza edizione del festival che coniuga sapori, natura, musica, divertimento, con un programma dedicato ad adulti e bambini e pensato. L’obiettivo è quello di dare risalto alle nuove generazioni di viticoltori locali, che scommettono su nuove tipologie di vino e sull’identità di un territorio da scoprire, ma anche ad alcuni prodotti tipici autoctoni, come il carciofo violetto (varietà rifiorente e tardiva, disponibile proprio verso fine aprile) e il cinghiale maremmano (Sus scrofa majori), sottospecie autoctona del Centro-Sud Italia, nota per le dimensioni contenute rispetto alle razze europee (tra i 100 e i 180 kg), adatta all’ambiente mediterraneo e storicamente legato alla cultura toscana nonostante la sua purezza sia stata nel tempo influenzata da molte ibridazioni.

Il Cinghiale della Val di Cornia
Simbolo selvaggio dell’intera Maremma, cui da secoli si legano economie, ricordi e ritualità, il cinghiale della Val di Cornia, la sua cacciata e la sua trasformazione in succulente pietanze non rappresentano più solo una fonte di alimentazione e di reddito, bensì un vero e proprio oggetto di culto che accomuna vecchie e nuove generazioni. Protagonista di una sagra autunnale dedicata che nel 2026 raggiungerà la sua 58° edizione, non poteva mancare in un evento pensato per celebrare la tradizione culturale e gastronomica di un territorio dove è celebre soprattutto nella versione alla maremmana: marinato a lungo nel vino rosso con carota, sedano, cipolla, ginepro e alloro, poi rosolato a secco e sfumato con pomodoro, olive nere e aromi, e cotto lentamente in umido. Il risultato è un secondo piatto rustico, dalla consistenza tenera e dal sapore intenso.

Carciofi violetti e pesce azzurro: tutti i sapori di una regione sospesa tra terra e mare
A “Suvereto”, la tradizione culinaria affonda le sue radici nell’antica cultura etrusca e rispecchia la sua posizione privilegiata tra l’entroterra toscano e la Costa degli Etruschi, e la cucina locale è una fusione di mare e terra, che può contare su una produzione di pregiati oli extravergine (dalle varietà Frantoio, Moraiolo, Leccino e Pendolino), su una fiorente coltivazione di frutta e ortaggi in cui spicca il carciofo violetto (varietà rifiorente e tardiva, che si raccoglie in aprile, il cui gusto riconoscibile è dato dalla salinità dei terreni), e su una pesca sempre fortunata, che permette di preparare e gustare la tradizionale “Zuppa Corsa”, ricetta marinara italo francese che corrisponde ad un cacciucco “passato” servito con pane croccante, emmenthal, salsa di maionese e harissa.

Focus sul vino
In un evento organizzato dal Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia, e patrocinato dal Comune di Suvereto non poteva mancare un focus sui vini locali e sui giovani produttori che hanno saputo porre uno sguardo nuovo sui filari della Val di Cornia, adeguandosi anche alla revisione del disciplinare con il nuovo Suvereto DOCG, che segna un passaggio chiave nella costruzione di vini più identitari. Un’evoluzione che non riguarda solo la produzione, ma ridefinisce il posizionamento di questo territorio dell’Alta Maremma, che punta sull’enoturismo e sul valore che questo può generare.
A questo cambiamento è dedicata la masterclass “Suvereto Docg, una nuova storia” (sabato 2 e domenica 3 maggio alle ore 15): 12 assaggi guidati e comparati per capire come le nuove regole produttive stiano già disegnando il profilo dei vini di domani di questa giovane denominazione. Ma non solo…

Degustazioni en passant
Calice alla mano, i visitatori di Suvereto Wine Festival sono invitati a passeggiare tra le vie e le piazze del borgo con un calice in mano, e a cimentarsi nelle diverse attività proposte e a degustare, con abbinamenti spesso difficili, come quello con la ferrosità del carciofo e l’aroma selvatico del cinghiale. Tuttavia il festival si conferma come occasione per assaggiare e pensare insieme il futuro del territorio, cercando dal calice al piatto non solo qualità ma anche storie, relazioni e appartenenza a una comunità che ha deciso di guardare nella stessa direzione, riconoscendosi come un unico, pulsante ecosistema.
Chiara Di Paola

