Il 75% delle colture mondiali dipende dalle api, lo afferma il rapporto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) “Dipendiamo tutti dalla sopravvivenza delle api”

Un’immagine forte e inaspettata che accoglie i visitatori del mercato coperto di Porta Romana a Milano, spazio gestito da Campagna Amica: un banco di frutta e verdura completamente vuoto!

Una provocazione che, in occasione della giornata mondiale delle api, celebrata in tutto il mondo il 20 maggio, vuole lanciare un messaggio molto importate: quando finiscono le api, finisce tutto

E per tutto si intende l’equilibrio della biodiversità del pianeta: niente frutta, niente verdura, e di conseguenza niente latte, niente carne, perché diventerebbero beni di lusso in quanto rari, poiché dalle api dipendono anche i loro mangimi e la loro alimentazione. 

Le api infatti sono i principali animali impollinatori, ossia esseri che trasportano il polline da una pianta all’altra, permettendo alle piante di riprodursi. Come loro farfalle, colibrì, pipistrelli e coleotteri. Un compito essenziale per molte colture alimentari. 

Oggi, le api rischiano di estinguersi, con tassi di estinzione delle specie da 100 a 1.000 volte superiori al normale a causa dell’impatto negativo delle attività umane. 
Allo scopo di comunicare questo messaggio, dunque, ecco tra i banchi di frutta e verdura a chilometro zero, uno completamente vuoto. È il modo che Andrea Rigoni, Presidente di Rigoni di Asiago, per un giorno fruttivendolo d’eccezione, ha scelto per lanciare un appello alla gente: “Le api sono qui da oltre 100 milioni di anni e hanno letteralmente costruito il mondo che abitiamo. Con la impollinazione hanno plasmato la biodiversità del pianeta e con essa l’intera catena alimentare al cui vertice c’è l’uomo. Siamo, in senso molto concreto, figli anche del loro lavoro. Oggi questo equilibrio è sotto pressione. Le api muoiono a ritmi allarmanti, sotto la pressione di pesticidi, inquinamento, monocolture, perdita di habitat e cambiamenti climatici. Per questo l’apicoltore non è più solo un produttore: è un custode della biodiversità, un presidio vivo sul territorio. Il miele che produce è un alimento prezioso – concentrato di natura, di stagioni, di territorio – che racchiude proprietà uniche. Proprio per la sua importanza, richiede la massima tutela, poiché non tutto il miele in commercio mantiene la sua autenticità originaria”.

Andrea Rigoni, Presidente di Rigoni di Asiago. Un uomo sorridente indossa un grembiule verde con la scritta 'Rigoni di Asiago', in uno stand con espositori e scatole di legno sullo sfondo.
Andrea Rigoni, Presidente di Rigoni di Asiago

Rigoni di Asiago ha scelto da sempre la strada più difficile: miele biologico italiano, tracciabile, una produzione nata da un episodio di sostenibilità famigliare, come racconta Andrea Rigoni: “Mia nonna, ritornando ad Asiago dopo lo spopolamento dovuto alla prima guerra mondiale, si trovò a dover mantenere 8 figli: diede vita a un’attività di apicoltura diventata un lavoro di famiglia che continua ancora oggi e parla di miele italiano, di miele italiano biologico”. Controllato, certificato secondo un disciplinare, il miele biologico non è solo un prodotto eccellente sotto il profilo gustativo e alimentare ma è una scelta etica e sostenibile che contribuisce a preservare le api e la biodiversità che esse proteggono per la continuità di ogni altra coltura sul pianeta. Per la vita di tutti.

Marina Caccialanza

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